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Viaggio a Lisbona con IzzieTrip

Map LisbonE’ la capitale del Portogallo e perciò una grande città, che, per essere visitata bene, necessita almeno di tre giorni di sosta. 
La visita della città si suddivide in quattro percorsi: il centro, l’Alfama e i quartieri orientali, Avenidas e i quartieri settentrionali, il Bairro Alto e i quartieri occidentali.
Il centro si suddivide in tre parti: il Rossio, la Baixa e il Chiado.
Il Rossio, ufficialmente si chiama Praca Pedro IV, ma i lisbonesi preferiscono chiamarla Rossio, il centro della città bassa e l’animazione della capitale. Pur conservando la sua funzione di spazio centrale della città, ha subito dopo il terremoto dei notevoli mutamenti. Prima del terremoto, in questa piazza vi si trovava la sede del Tribunale dell’Inquisizione. In terra battuta, fu teatro di autos-da-fé, esecuzioni capitali, corride, feste, parate militari. Ora è famosa per la sua pavimentazione originale: a mosaico dalle linee ondeggianti, formata da cubetti chiari e scuri, posati e martellati a mano su un letto di sabbia dai detenuti del carcere del castello.
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Piazza del Rossio Stazione Ferroviaria del Rossio

La piazza più grande è la Praca do Comércio, quadrata, cinta su tre lati da palazzi porticati e aperta sul quarto, verso il Tago.
Tra il Rossio e questa piazza si trova la Baixa, le cui strade sono le più animate della città; la centrale rua Augusta, pedonale si chiude a sud con l’arco trionfale ottocentesco decorato verso l’interno da un quadrante di orologio. I nomi delle vie ricordano le specializzazioni commerciali.

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Praca do Comércio Rua Augusta

Spostandoci verso est, parte una delle più note vie di Lisbona, rua Garrett, indicata, con le circostanti come Chiado, dal nome del poeta Antonio Ribeira detto “Chiado”, è un’animata isola pedonale con bei negozi, eleganti caffè, librerie rinomate, pasticcerie.
In questa zona si eleva la più imponente chiesa gotica della città: el Carmo, è rimasta una suggestiva rovina a cielo aperto, poiché, per mancanza di fondi, non fu più ricostruita, dopo il disastroso terremoto che nel 1755 distrusse la città. La facciata conserva un profondo portone gotico, all’interno rimangono le colonne e gli archi divisori delle navate e l’abside. Ora è stata riconvertita in Museo Archeologico.

P1010145El Carmo

La parte più affascinante della città è il quartiere di AlfamaCi si arriva dal centro con un piccolo tram che riesce ad infilarsi dappertutto, qualche volta sfiorando a distanza da brivido i muri delle case. Ad ogni curva della strada il manovratore suona una campana per avvertire i pedoni di rifugiarsi sui gradini delle porte di ingresso delle case.

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Alfama

Si vive l’esperienza affascinante di perdersi nel suo labirinto di stradine, vicoli ciechi, piazzette alberate, ripide scalinate che portano, al miradouro Santa Luzia da dove si ammira l’intera città.
Se si sale ancora, ma ne vale la pena, si arriva al castello. Il Castelo de São Jorge è formato da una complessa serie di fortificazioni attorno al colle, sopra l’Alfama. Lungo le mura, in gran parte ricostruite, si aprono tre porte: a sud-est di Alcacova o de Sao Jorge, a nord, tra due torri, di Traicao; a nor-est di Martim Moniz, un eroe protagonista di una bella storia. Una seconda cerchia di mura racchiude l’area dell’antica cittadella dove sorgeva il palazzo reale di cui restano solo tracce. Nella parte più alta si trova la fortezza quadrangolare con dieci torri, tra cui quella di Ulisse. In questa torre è ospitata la con un periscopio che permette di vedere Lisbona a 360°.

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Castelo de São Jorge

Prendendo, in discesa, uno dei passaggi a scale che si trovano dal lato ovest del castello, si scende nel quartiere della Mouraria, un ghetto musulmano di straordinaria bellezza.
Ritornando all’Alfama, dal largo do Salvador si scende a est per la lastricata rua Guilherme Braga; al termine la scalinata del patio das flores aggira la Igreja de Santo Estevao portando alla piazzetta sulla quale si prospetta una magnifica vista sul Tago. 
Si prosegue attraversando le strade dell’antico quartiere ebraico – rua da Judiaria – per giungere alla Cattedrale, Sé Patriarcal. Oltre che per la bella facciata in forme romaniche, è caratterizzata dalla navata e dal transetto romanici, dalle cappelle gotiche a raggiera e dal coro barocco.
E stata eretta sul sito di una moschea e nella cappella di Bartolomeu Joanes,custodisce uno stupefacente presepe barocco di terracotta, di pregevole fattura.
In questo quartiere si trova anche la Chiesa di Santo Antonio da Sé. E’ Sant’Antonio da Padova, e la chiesa è stata costruita attorno alla camera in cui il santo nacque.

Cattedrale (1) 541 LISBONA SE PATRIARCAL CAPPELLA 553 LISBONA LUOGO NASCITA S. ANTONIO DA PADOVA
  Sé Patriarcal Santo Antonio da Sé

Le avenidas e i quartieri settentrionali  si trovano a nord ovest del Rossio. Vi si trovano: l’elevador do Lavra, la funicolare più vecchia della città e porta al Campo dos Martires da Patria. In questa zona si trovano il Parque Eduardo VII, grande parco alla francese, nella cui parte alta si trova la Estufa Fria, grande serra-giardino botanico del 1930 con piante provenienti da tutto il mondo, su terrazze percorse da vialetti, ruscelli e cascatelle. Dalla balconata che chiude il parco a settentrione si ammira un ampio panorama sulla città e il Mar de Palha

L’ultimo rione è il Bairro Alto. Il centro della vita creativa della città, zeppa di gallerie d’arte, negozi d’antiquariato, di moda e ristoranti. 
Se si amano i presepi, un altro bell’esemplare si trova all’interno della Basilica di Estrela, facile da individuare per la sua imponente facciata di un candore immacolato che, quando è illuminata dal sole, abbaglia i visitatori. Il presepe, all’interno, è a grandezza naturale.

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 Basilica di Estrela  Basilica di Estrela – Presepe

Altra zona che incanta è Belem, situata davanti al fiume Tago. L’elemento più importante, oltre alla bellezza della passeggiata marina è il Mosteiro dos Jeronimos. Al vederlo, così bianco e lunghissimo, sembra una residenza reale. Era stato fatto costruire dal re per i marinai che salpavano alla ricerca di terre sconosciute come luogo di preghiera e di affidamento prima di lunghi e misteriosi viaggi. La leggenda narra che il monastero venne costruito dove esisteva la chiesetta Ermida do Restelo, nella quale Vasco de Gama ed il suo equipaggio, trascorsero in preghiera, la notte precedente alla partenza per il viaggio che li portò alla scoperta della rotta per l’India, rivelatasi poi fondamentale per la storia dell’umanità. La sua costruzione iniziò nel 1502 ed ebbe termine dopo circa cento anni. E’ un vero gioiello da visitare, ad ogni stanza, il respiro si ferma per la bellezza che offre. Denota la potenza economica assunta dal Portogallo in quel periodo di fortunatissime esplorazioni.

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Mosteiro dos Jeronimos

All’ingresso della chiesa del convento Igreja Santa Maria si vede la celeberrima volta a costoloni del transetto che ricorda una rete da pesca lanciata verso il cielo. Osservandola viene da chiedersi come fecero resistere al terribile terremoto del 1755 i due esili pilastri che la sostengono.
All’ingresso sono sepolti Vasco de Gama e Luis de Camoes. Il chiostro, un incredibile merletto di pietra, è considerato uno dei migliori del mondo e colpisce soprattutto per i toni caldi della pietra impiegata.
Un monumento emblematico di Lisbona è la Torre di Belem, costruita come torre di difesa, in mezzo al fiume. Da essa partivano le caravelle. Il terribile terremoto modificò a tal punto il corso del fiume che la torre si trovò insabbiata e collegata alla terraferma. Ancor oggi la posizione è stata mantenuta ed è un vero miracolo che niente di questo enorme complesso architettonico sia stato rovinato o andato perduto. 
Vi si accede attraverso un ponte levatoio; alla sua sommità le logge e le arcate, di ispirazione veneziana, le cupole di influenza moresca, e le croci dell’Ordine di Cristo che ornano la merlatura, fanno di questa costruzione un autentico gioiello. Dalla terrazza superiore si gode una magnifica vista sul Tago.

496 LISBONA VEDUTA TAGO DA T. DE BELEMTorre de Belem

Un piatto caratteristico sono le orecchie di maiale al coriandolo e le frittelle di pane che costituiscono il miglior coronamento di una giornata di lavoro. 
Impossibile partire senza essersi regalati almeno una volta un pastel de Belem, una delizia di pasta sfoglia ripiena di crema all’uovo.
Una specie di piccolo flan dorato in forno da sgranocchiare ancora tiepido e spolverizzato di zucchero a velo e cannella. L’Antiga confetteria de Belem ne produce, ogni giorno, quasi 10.000 e, ogni giorno, un imponente numero di persone fa la fila per assaggiarli.
Altra specialità sono i pasteis de cerveja, dolcetti alla birra croccanti in superficie e morbidi all’interno.

Continua con il nostro viaggio attraverso l’Estremadura e i suoi monasteri!

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