Itinerario Andalusia Base
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Itinerario Andalusia – Prima Parte

Il modo migliore per scoprire l’Andalusia è indubbiamente in auto, perché vi permetterà di spostarvi facilmente da un luogo all’altro al vostro ritmo e regalandovi dei panorami indimenticabili tra una tappa e l’altra.
Tutte le principali città e luoghi da visitare sono abbastanza vicini tra loro e molto ben collegati attraverso una funzionale rete autostradale. Paesaggi meravigliosi e splendidi panorami vi accompagneranno lungo il viaggio, rendendolo un’esperienza davvero piacevole.
Gli hotel che ho scelto in ogni città avevano tutti un garage o un parcheggio custodito dove lasciare l’auto nei giorni di permanenza e poter visitare le città a piedi senza il problema di cercare parcheggio.
Non vi ho elencato i nomi di tutti gli hotel in cui ho alloggiato perché le tariffe e gli stessi hotel cambiano rapidamente rispetto al periodo e preferisco consigliarvi o prenotare per voi quelli ad hoc per il vostro viaggio a seconda delle offerte del momento.

In questo primo articolo trovate un itinerario di base per un viaggio di 8 giorni, che vi darà un primo assaggio di questa regione meravigliosa.
L’itinerario include le principali città e attrazioni e può ovviamente essere adattato alle vostre esigenze in base al tempo  che avete a disposizione e alle vostre preferenze.
Se quello che state programmando è il vostro primo viaggio in Andalusia, vi consiglio vivamente di concentrarvi esclusivamente sulle tre città andaluse per eccellenza: Siviglia, Granada e Córdoba e dedicare loro tutto il tempo necessario, per assaporarle con calma e senza fretta. 
Ognuna di esse merita di essere scoperta ed esplorata piano piano nei minimi dettagli.
E proprio questo è lo scopo di questo mio primo itinerario.

Proseguendo invece con la seconda parte del mio articolo avrete a disposizione un itinerario più completo, che tocca le principali città dell’Andalusia, quindi a seconda dei vostri interessi (e soprattutto del tempo che avete a disposizione!) potrete benissimo unire i due itinerari e godervi un super viaggio coi fiocchi, che vi regali un’immersione totale in questo paese meraviglioso. 

Il periodo migliore per pianificare un viaggio in Andalusia è senz’altro la primavera. Un po’ per via delle temperature, che non raggiungeranno i valori dell’estate e le giornate saranno pertanto ancora godibili, un po’ perché in Spagna primavera è sinonimo di Feria!
In quel periodo infatti, soprattutto tra aprile e maggio, ogni città allestisce la sua Feria locale e una visita a una Feria è qualcosa che non può mancare nel vostro viaggio! Un’esperienza davvero imperdibile che vi immergerà totalmente nelle usanze e nell’atmosfera locale.
Ora basta chiacchiere però, via che si parte!

Giorno 1: Siviglia

Dall’aeroporto di Siviglia, il mezzo più comodo per raggiungere il centro di Siviglia  in 15 minuti è senza dubbio il taxi, essendo il tragitto veramente breve ed economico.
Lasciati i bagagli in hotel (ce ne sono per tutte le tasche e per tutti i gusti, ma per qualsiasi consiglio non esitate a contattarmi! Se invece avete la fortuna di fermarvi per più tempo a Siviglia, ho amici che affittano appartamenti per turisti in diverse zone della città. Io li uso spesso per i miei genitori, che ogni anno si fanno un mese a Siviglia e sono davvero ottimi sia come prezzi che come appartamenti!), potete subito addentrarvi alla scoperta della città, iniziando dalla visita della Cattedrale (una delle più grandi della cristianità) e della sua Giralda, la bellissima torre campanaria ed antico minareto, simbolo della città.
E’ uno spettacolo unico, che riesce ancora a lasciarmi senza fiato e ad emozionarmi, nonostante l’abbia vista mille volte. Secondo me una delle cattedrali più belle al mondo, se non la più bella e la Giralda che si erge unica nel suo stile a guardia della sua città. Meraviglia delle meraviglie

Sevilla, Catedral y Giralda

All’uscita della Giralda, vi consiglio un luogo davvero unico dove concedervi una meritata pausa. Prendete Calle Alemanes, che è una delle strade che costeggiano la Cattedrale, al civico 27 vedrete l’hotel EME Catedral.
Entrate dicendo che dovete salire al bar della terrazza, prendete l’ascensore e vi troverete in un bar panoramico con vista sulla Giralda. Un vero spettacolo
Mi ci ha portato un mio caro amico di Siviglia una delle prime volte a Siviglia e ci torno sempre ogni volta che sono in città, me ne sono perdutamente innamorata.

Qui sotto la vista dalla terrazza panoramica del bar 😉

Potete ora affrontare una tranquilla passeggiata per la città vecchia, attraverso il dedalo di viuzze del pittoresco Barrio de Santa Cruz, l’antico ghetto ebraico della città. Oggi, il quartiere è una zona che conserva ancora la tipologia del quartiere andaluso medioevale dalle anguste stradine e dalle case bianche con patii interni, balconi fioriti e facciate riccamente decorate. Un angolo davvero incantevole nascosto nella città, una vera bomboniera. 


Il quartiere è ricco di ristorantini caratteristici dove poter cenare a prezzi veramente contenuti malgrado la zona centralissima e potrete tranquillamente sceglierne uno tra i tanti. Uno davvero carino, un vero e proprio ristorantino andaluso è il Chich & Olé in calle Rodrigo Caro, con i suoi tavolini nella meravigliosa piazzetta immersa nel quartiere di Santa Cruz. 

Oppure se preferite orientarvi verso uno dei tanti tapas bar, potete spostarvi nel dedalo di viuzze intorno alla Cattedrale dove ne spuntano ad ogni angolo. Se volete andare sul sicuro dirigetevi in calle Mateos Gago, dove tra i tanti troverete il mio preferito, ovvero Patanchón e vi potrete rimpinzare di tapas di tutti i tipi per una cifra veramente ridicola! Provare per credere!!! Garantito IzzieTrip!!!

Tapas Bar Patanchón

Il periodo migliore dell’anno per visitare Siviglia è senza dubbio aprile: durante le celebrazioni e processioni della Semana Santa (Settimana Santa) e la Feria de Abril (Fiera di aprile), per un autentico assaggio delle tradizioni e della cultura andalusa. Quindi se ne avete la possibilità programmate il vostro viaggio in quel periodo e non ve ne pentirete. Attenzione però a prenotare con largo anticipo soprattutto gli hotel, perché in quel periodo dell’anno le prenotazioni iniziano con un anno di anticipo e rischiate di non trovare disponibilità!
Nei miei due articoli dedicati nello specifico alla Feria de Abril e alla Semana Santa a Siviglia, troverete molte altre indicazioni utili.

Giorno 2: Siviglia

Il vostro secondo giorno a Siviglia, freschi e riposati, va senza dubbio dedicato ad una visita completa dell’Alcázar, il palazzo reale in stile mudéjar che vi lascerà a bocca aperta e dei suoi incantevoli giardini.
La parola Alcázar deriva dalla parola ispano-araba Al-Qasr, che significa Casa Reale o Dimora del Principe. Ed il Real Alcázar di Siviglia è davvero una dimora principesca, una meraviglia da mille e una notte.

Sevilla, Real Alcázar
Sevilla, Real Alcazar

Terminata la visita, che vi occuperà indicativamente tutta la mattinata, costeggiando la Real Fábrica de Tabacos (ora sede dell’università di Siviglia),  vi consiglio di dirigervi verso Plaza de España, una bellissima piazza davvero unica nel suo stile (fu progettata per l’esposizione mondiale iberoamericana del 1929), con le sue tipiche nicchie piastrellate, ognuna raffigurante la storia di una diversa provincia della Spagna. 


Potrete trascorrere il resto del pomeriggio ammirando le raffigurazioni delle varie province e  passeggiando per il vasto Parque María Luisa adiacente alla piazza. 
Nel parco troverete uno degli angoli a me più cari, la Glorieta de Béquer, con il suo struggente monumento all’amorenella rappresentazione marmorea dell’amore illuso, l’amore posseduto e l’amore perduto sotto forma di tre donne ed un bronzeo cupido rovinato al suolo a significare l’amore ferito. 

Giorno 3: Siviglia

Iniziamo la giornata con una visita a Casa de Pilatos, una grande dimora del XVI secolo in cui stili mudéjar, gotici e rinascimentali si fondono armoniosamente tra cortili e giardini esuberanti.
E’ davvero splendida e non rimarrete delusi!


Poco lontano da Casa de Pilatos non potete perdere Las Setas de Sevilla, ovvero l’imponente struttura a forma di giganteschi funghi (in spagnolo Setas per l’appunto) che è il Metropol Parasol, in Plaza de la Encarnación.
Questa struttura di architettura contemporanea, fu costruita dall’architetto tedesco Jurgen Mayer, nel 2011, come un enorme ombrello in legno che riparasse la piazza dal sole sivigliano. 
E’ alta 150 metri e rappresenta ad oggi la struttura in legno più grande del mondo.
Nel sottosuolo, sono visibili, attraverso una pavimentazione in vetro, alcuni reperti archeologici scoperti durante gli scavi per realizzare la struttura.
Non molto apprezzato e piuttosto osteggiato dai Sivigliani  per le sue fattezze, a me personalmente piace molto e per quanto si tratti di una costruzione moderna, lo trovo comunque ben inserito nel contesto della città. 
Lascio a voi il giudizio 🙂

Da Plaza de la Encarnación imboccate Calle Sierpes, una delle vie più famose del centro cittadino, fate una piccola deviazione per visitare la Chiesa del Divino Salvador, la chiesa più grande della città, dopo la cattedrale e uno dei capolavori dell’architettura barocca spagnola. 
Proseguite per il centro cittadino attraversando Plaza de San Fracisco e raggiungendo Plaza Nueva, sede del municipio di Siviglia.

Dirigetevi verso il ponte di Triana (o di Isabel II) sul grande fiume Guadalquívir, e attraversandolo, entrate nel quartiere di Triana.  Si tratta di un quartiere molto caratteristico e pittoresco, il quartiere popolare di Siviglia, un tempo abitato da gitani e marinai e collegato alla città da un ponte di barche, che con il passare del tempo è diventato, la culla di famosi ceramisti, artisti e toreri. 
Triana non ha nulla di monumentale, ma è piuttosto un quartiere suggestivo e popolare, anche se non vi mancano gioielli come la parrocchia di Santa Ana e quella del Cristo del Cachorro.

Approfittatene per fare una sosta in uno dei mille posticini, che troverete lì, i miei preferiti sono nella Plazuela de Santa Ana.


Prendendo Calle Betis, potrete scendere sulla riva del fiume e fare una passeggiata costeggiandolo lungo il Paseo de Nuestra Senora de la O (da dove si può accedere al mercato di Trianae ammirando il panorama davanti a voi sull’altra sponda del fiume.

Ripercorrete il ponte di Triana fatto all’andata e godetevi una passeggiata al tramonto lungo il Guadalquivir in Paseo Alcalde Marqués de Contadero, fino alla Torre de Oro.

Giorno 4: Siviglia

Il programma di quest’ultima giornata lo lascio a voi, dandovi solo alcune possibili mete.
Se siete interessati vi consiglio una visita alla 
Plaza de Toros de la Real Maestranza, la più antica di tutta la Spagna, dove organizzano un tour guidato molto interessante e dove durante la Feria de Abril si svolgono uno dei festival di corride più famosi al mondo.

Sevilla, Plaza de Toros de La Real Maestranza

In alternativa se siete appassionati d’arte, vi consiglio una visita al Museo de Bellas Artes
Oppure potete spingervi fino alla Isla de la Cartuja, piccola isola che sorge nel mezzo del Guadalquivir. L’isola che ospitò i padiglioni di Expo ’92 (ancora presenti, ma purtroppo ormai in stato di abbandono) prende il nome dal Monastero de la Cartuja, che fu il luogo di sepoltura di Cristoforo Colombo, oggi Centro Andaluso di Arte Contemporanea. 
Interessante il giardino americano con le sue 300 specie di piante di origine americane.

Il mio consiglio spassionato però è di concedervi semplicemente una giornata di relax e di passeggiate alla scoperta degli angoli più nascosti e meno turistici della città.
Siviglia è un incanto, ve ne accorgerete anche solo passeggiando tra le sue strade e stradine, dove i colori predominanti ocra e rosso delle case si stagliano contro il blu terso del cielo tipicamente andaluso. E’ una città vivace ma non troppo grande, strapiena di locali e localini dove mangiare e bere ad ogni ora del giorno e della notte.  E’ una città ricca di monumenti storici di una bellezza unica, che fonde la cultura cristiana con quella araba in un miscuglio di forme e di stili davvero sorprendenti. I suoi abitanti sono molto alla mano, ospitali e sorridenti, radicati nelle loro tradizioni e sempre pronti a fare due chiacchiere e a condividere un tavolo davanti ad una bella Cruzcampo ghiacciata.
Ai più giovani, la sera, consiglio un giro tra i molti bar in Alameda de Hércules, che brulicano di ragazzi e ragazze di tutte le età.

Per chiudere la vostra permanenza a Siviglia godetevi uno spettacolo di Flamenco al Museo del Baile Flamenco se volete uno spettacolo un po’ più turistico ma ugualmente di alto livello.
Vi consiglio di acquistare i biglietti on line. Si prevedono due modalità di spettacolo, una più intima per un pubblico ridotto di persone, in una location molto suggestiva, l’altra in un grande patio per un pubblico più numeroso.

Se preferite invece uno spettacolo di flamenco più “popolare”, da vivere a contatto con i sivigliani, non dovete perdere lo spettacolo che si tiene ogni sera alle 21.30 o alle 22.30 alla Carbonería, in calle Cespedes 21A.
Il locale è molto spartano, allestito con grandi tavolate dove si può mangiare e bere mentre si assiste allo spettacolo. E’ sempre strapieno e non si può prenotare, quindi d’obbligo arrivare con largo anticipo per garantirsi un posto! Ma vi assicuro che non ve ne pentirete 😉

Giorno 5: Córdoba

E’ arrivato il momento di ritirare l’auto a noleggio (prenotata prima della partenza) alla stazione ferroviaria di Siviglia Santa Justa e partenza in direzione Córdoba  (140 km), l’antica capitale del regno moresco di El-Andalus, il regno più potente dell’Islam.

Per il noleggio auto solitamente mi affido a compagnie solide come Hertz o a Sixt, costano un po’ di più di altre compagnie locali, ma mi sento più tranquilla e con loro non ho mai avuto problemi.  
In marcia dunque verso la nostra seconda tappa del nostro viaggio!
Le autostrade che attraversano l’Andalusia sono scorrevoli e veramente belle, costeggiate di oleandri e con l’inconfondibile toro a tenervi d’occhio dall’alto mentre percorrete le sue terre.

 

Da Sevilla a Cordoba

Arrivati a Córdoba e lasciata auto e bagagli in hotel, iniziamo con la visita della Sinagoga, il Barrio della Judería (quartiere ebraico) e la bellissima Casa Andalusí, proprio in fianco alla Sinagoga.
Si tratta di una casa mudéjar, del XII secolo che riflette il modello di abitazione tipica del tempo. E’ divisa in varie sale ricche di decorazioni e dettagli arabi e andalusi, che unendosi creano un’atmosfera ricca di simbolismo.

Restando nel Barrio de la Judería, solo un paio di strade più in là della sinagoga, per la precisione in Calle del Buen Pastor 13, troverete il Salón de Té, ovvero una bellissima sala da te allestita in un patio, riccamente adorno di piante e fiori, in perfetto stile mudéjar.

Merita assolutamente una sosta.

Cordoba, Salón de Té

Dedicate un po’ di tempo alla città passeggiando tra le sue bellezze, come il Puente Romano, il Cristo de los Faroles o addentrandovi nei suoi angoli più nascosti e le sue atmosfere arabeggianti.


Se vi trovate a Córdoba nella prima settimana di maggio, in città si svolge il Festival de los Patios Cordobeses, un esperienza imperdibile che vi consentirà di trascorrere un’intera giornata visitando i patii delle case riccamente decorati in mille modi diversi. Avrete a disposizione una mappa con diversi itinerari per visitare tutti i patii situati nelle diverse aree della città. In occasione del festival allestiscono perfino un concorso per il patio più bello, quindi ogni abitazione cerca di superarsi nella preparazione del proprio!

Un’esperienza davvero unica ed imperdibile per scoprire le usanze e le bellissime case cordobesi Se volete saperne di più vi consiglio di dare un’occhiata al mio articolo sul Festival de los Patios Cordobeses.

Fine maggio invece a Córdoba è sinonimo di FERIA!!!

 

Giorno 6: Córdoba

Dedicate la mattina al vero e proprio capolavoro della città, ovvero la Mezquita, o Grande Moschea di Córdoba, oggi Cattedrale dell’Immacolata Concezione.
Due mondi opposti che coesistono nel medesimo edificio, in una perfetta fusione di arte arabo-islamica e architettura gotica e rinascimentale andalusa, rendendolo uno dei pezzi di architettura religiosa più famosi al mondo. Un edificio islamico, che nasconde, tra il suo infinito susseguirsi di colonne bicolori bianche e rosse, un cuore cattolico con la sua imponente cattedrale rinascimentale. 
Non esiste un edificio di una simile grandezza ed unicità espressiva. 


Nel pomeriggio visita dell’Alcázar de los Reyes Catolicos, una delle residenze primarie dei Re Cattolici Ferdinando d’Aragona e Isabella di Castiglia. 

Non aspettatevi qualcosa di simile all’Alcazar di Siviglia o resterete terribilmente delusi 😉

 

Cordoba, Alcázar de los Reyes Cristianos
Cordoba, Alcázar de los Reyes Cristianos

Giorno 7: Granada

Partenza per Granada (200 km). Percorrendo un tragitto un po’ più lungo tra Córdoba e Granada, si incontrano altre tre belle città andaluse che, seppur meritino assolutamente una visita, preferisco trattare in un diverso itinerario: UbedaJaén e la splendida Baeza

Se avete più giorni a disposizione ovviamente nulla vi impedisce di inserirle!

Dedichiamoci ora a Granada e dopo l’arrivo in hotel per depositare auto e bagagli, partiamo alla scoperta di questa misteriosa città.
Iniziamo con una passeggiata nell’antico quartiere Almohad 
Albaicín, con le sue costruzioni moresche e le famose grotte scavate nella montagna di Sacromonte (un tempo abitata da zingari) dove le persone vivono ancora oggi di artigianato locale.
La zona è davvero pittoresca. Lasciatevi  trasportare dall’atmosfera gitana e gironzolate tra le stradine e le costruzioni tipiche.

Granada, Albaycin

Per raggiungerle bisogna un po’ destreggiarsi tra strade e stradine, seguite questo itinerario e vi arriverete in una ventina di minuti.
Partite da Plaza Nueva (in fianco alla cattedrale di Granada), prendete Calderería Nueva, dove vedrete moltissime sale da te e negozi marocchiniArrivati in Plaza San Gregorio, girate a sinistra sulla collina seguendo Cuesta San Gregorio. Svoltate a destra in Calle del Beso e raggiungete Plaza de Porras. Attraversate la piazza e proseguite fino al Mirador de Carvajales da cui si apre uno splendido panorama sull’Alhambra. 

Granada, Alhambra, Mirador de San Nicolás
Granada, Alhambra, Mirador de San Nicolás

Da lì girate a sinistra (senza però scendere le scale) e tornate alla Cuesta de San Gregorio e percorretela fino alla cima della collina a destra. Arriverete a Plaza San Miguel Bajo, una delle zone più belle dell’Albaicín e con molti locali per mangiare.


Proseguendo in Calle S.ta Isabel la Real, raggiungerete il Mirador de San Nicolas, che offre un altro bellissimo scorcio sulla città e sull’Alhambra.
Da lì, proseguendo lungo Carril de San Augustín si entra nel Barrio Sacromonte e attraverso il cammino del Sacromonte  al colle omonimo, passando tra le cuevas, le pittoresche abitazioni gitane, scavate nella roccia.

Granada, Sacromonte

Riscendete poi verso la città e addentratevi tra le sue vie e locali caratteristici. Qui l’atmosfera è nettamente arabeggiante, lo scoprirete anche dai numerosi bazar e sale da tè che troverete sparsi qua e là.


Una bella usanza di Granada sono le tapas che vengono servite gratuitamente come accompagnamento per ogni bevanda che viene ordinata: approfittatene, non vi capiterà in nessun altra città dell’Andalusia!

Giorno 8: Granada

Oggi dedichiamo gran parte della giornata al capolavoro assoluto di Granada, ovvero l’Alhambra (cittadella moresca e palazzo reale), l’edificio più famoso dell’eredità storica islamica andalusa e dei giardini del Generalife.
L’Alhambra per me è una delle sette meraviglie del mondo andalusouna grande nave di pietra pronta a salpare, incagliata tra le montagne della Sierra Nevada. E’ un tripudio di arte mudéjar, una mastodontica opera d’arte unica al mondo.
Vi lascio alcune foto a testimonianza di tanta bellezza, che a parole è difficile descrivere.

Nel pomeriggio, con ancora negli occhi e nel cuore le meraviglie dell’Alhambra, visitate la Cattedrale e la Cappella Reale (luogo di sepoltura dei Re Cattolici). 


Rilassatevi per finire con una passeggiata per il centro città e rifugiatevi in una delle tante “teterias” ovvero le sale da te in stile arabeggiante, per sorseggiare un perfetto te alla menta marocchino. 

Giorno 9: Granada - Siviglia

Qui termina la prima parte del nostro viaggio in Andalusia, quello dedicato per lo più a quanti si approccino per la prima volta alla scoperta di questo paese ricco di storia e di luoghi di visitare.
Si tratta di un itinerario condensato in 8 giorni ben pieni vissuti da mattina a sera, con le dovute pause, ma con senza dubbio tanti km macinati ogni giorno.
Se siete alla vostra prima esperienza vi consiglio di rallentare un po’ il ritmo e di spalmare il programma che vi ho qui descritto in più giorni, dandovi la possibilità di assaporare al meglio questo vostro primo viaggio in Andalusia.

Da qui quindi, lasciata Granada, rientriamo a Siviglia (250 km), dove lasceremo in aeroporto  l’auto presa a noleggio e faremo ritorno a casa.

Che sia il tuo primo viaggio o meno, possiamo personalizzare insieme il tuo itinerario attraverso l’Andalusia secondo le tue esigenze, posso darti molti altri consigli su luoghi da vedere, posticini dove mangiare, angoli nascosti e un po’ meno conosciutii da esplorare ed effettuare per te tutte le prenotazioni lungo il percorso.

Contattami e sarò felice di aiutarti a conoscere questo paese che adoro!
Spero per il momento di essere riuscita a trasmetterti l’amore che provo per questi posti meravigliosi e di averti incuriosito abbastanza da farti venir voglia di partire alla scoperta della “tua” Andalusia.

Se invece hai più tempo a disposizione e vuoi intraprendere un viaggio più corposo e strutturato, continuiamo con la seconda parte dell’itinerario! 

Itinerario Andalusia - Seconda Parte

Per un viaggio più completo attraverso le terre andaluse
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