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Viaggio tra i monasteri dell’Estremadura con IzzieTrip! – Secondo Giorno

Dopo aver pernottato a Nazaré, la mattina seguente siamo tornati un po’ indietro per visitare Alcobaca, (a Km. 15) perché il pomeriggio precedente il monastero che la rende famosa era già chiuso.
Una piccolissima cittadina famosa esclusivamente per ospitare il più spettacolare monastero del mondo, dichiarato dall’Unesco, Patrimonio dell’Umanità. Il monastero, dedicato a Maria (Mosteiro de Santa Maria) cistercense del 1100 ha una imponente facciata (m. 220), cui si accede attraverso una scalinata. Entrando il respiro si ferma e si rimane estasiati dalla vastità della navata centrale (la più grande del Portogallo) e di quelle laterali. E’ priva di cappelle laterali, fiancheggiata da una foresta di colonne in tutta la sua lunghezza (m. 106): è l’immagine della sobrietà e austerità cistercensi.
Il chiostro è il più vasto che l’Ordine di San Benedetto abbia mai realizzato e così pure il refettorio, arricchito da uno splendido pulpito dove un fratello leggeva, mentre i confratelli mangiavano in religioso, assoluto silenzio. Attiguo si trova il parlatorio, l’unico posto in cui ai monaci era consentito rompere la regola del silenzio. Gigantesco anche il dormitorio, in un’unica soluzione, non cioè suddiviso a celle personali, sormontato da spettacolari volte a crociera. Da non perdere la visita alla monumentale cucina, con un gigantesco camino centrale rivestito interamente di azulejos bianchi. 
Particolare interessante di questo vasto ambiente è la presenza dell’acqua corrente, convogliata nella grande vasca della cucina, mediante la deviazione di un ramo del fiume.

218 ALCOBACA MONASTERO DE SANTA MARIA 296 ALCOBACA MON. SALA DORMITORIO 302 ALCOBACA MON. REFETTORIO
Mosteiro de Santa Maria Mosteiro de Santa Maria-Dormitorio Mosteiro de Santa Maria-Refettorio

Al termine della visita, abbiamo fatto un giretto a piedi ed assaggiato alcuni degli squisiti dolci conventuali, accompagnati dalla ginjinha, un gradevole liquore di ciliegie, nell’unico locale che prepara gli autentici dolci conventuali: la Pasteleria a Casina Dos Montes. E’ un locale dall’arredamento essenziale, ma gli scaffali sono traboccanti di delizie per il palato: pajo anjobroas do costiero de Alcobaca, bolo de Mel. Altra delizia di cui non privarsi si trova alla Pasteleria Saraiva è il pintus de Santa Maria un delizioso dolce di pasta sfoglia a base di zucca (gila) e cannella.

Un paio d’ore ci sono state sufficienti per visitare monastero e cittadina. Tutti questi sono paesini che, come unico interesse hanno i monasteri, ma sono così incantevoli che una visita è d’obbligo.

Ci siamo rimessi in marcia e dopo 50 km siamo arrivati a Obidos, una cittadella circondata da un’alta cinta di mura merlate percorribili a piedi e formata da un dedalo di stradine acciottolate e fiancheggiate da case imbiancate a calce e con i tetti dipinti di ocra o blu.
Dalle mura si gode di un incantevole panorama sulle tegole colorate del paesino, da lì Obidos appare in tutta la sua semplicità naif. Un consiglio: il cammino di ronda, fatto al tramonto, offre una spettacolare veduta sulla campagna circostante.
Molto interessante la visita alla Igreja de Santa Maria, una chiesa rinascimentale costruita sul sito di una moschea, a sua volta eretta al posto di un tempio visigoto. L’interno ha le pareti interamente rivestite di azulejos a motivi vegetali.
Obidos sembra un castello-giocattolo con le sue mura merlate, le strade di ciottoli, le casette bianche ornate dovunque di fiori. Un villaggio mignon fiorito, fatto di casette-cubo bianche con i tetti di tegole ocra o blu, stradine di pietra, piccoli cortili nascosti, passaggi quasi segreti, scalinate, camini traforati arabeggianti, così magico che quando nel 1228 Don Rancho II° visitò il borgo insieme alla giovane sposa Isabella, lei ne fu così affascinata che il re gliene fece dono.

323 OBIDOS CHIESA DI MARIA 339 OBIDOS VEDUTA DAL CAMM. 340 OBIDOS VED. CAMM,
 Igreja de Santa Maria Veduta dalle mura 

Se vi si arriva al mattino, si può visitarla in un paio d’ore di camminata rilassante per le viuzze e visitando i negozietti sparpagliati lungo di esse; quindi, ci si può fermare a pranzo in uno dei graziosi ristorantini delle colorate viuzze, e facendo, subito dopo, il giro delle mura, con le torrette e i merli intatti, lo sguardo si trova ad abbracciare una campagna verde di vigneti, ulivi, pioppi e l’insieme delle case addossate le une alle altre rende il tutto dolce e rilassante. Inoltrandosi nel paesino si scoprono negozietti di souvenir artigianali (tappeti tessuti a mano), un ristoratine dall’atmosfera antica, una tradizionale per un bicchiere di vino fresco.
Siamo rimasti fino a pomeriggio inoltrato, quindi abbiamo ripreso l’auto e sulla strada per Sintra, dopo circa 25 km ci siamo fermati brevemente a Peniche, piccola penisola e porto peschereccio sull’Atlantico.
Il punto più spettacolare è Cabo de Carvoeira, dove l’erosione dell’acqua ha prodotto forme bizzarre sulla roccia. Se la si visita d’estate, di fronte al Cabo de Carvoeira si vede la Ilha Berlenga, raggiungibile in battello con un’escursione di un’ora.
Tra le numerose grotte marine che vi si possono visitare è da raccomandare la grotta blu e, soprattutto la Furado Grande, un lungo tunnel che, dopo aver attraversato quasi tutta l’isola, sbocca nella Cova do Sonho, una baia pittoresca circondata da una spettacolare muraglia di scogliere rossastre.

343 PENICHE OCEANO 363 PENICHE OC.

Ripartiti da Peniche abbiamo percorso altri 80 km e siamo arrivati a Sintra dove abbiamo pernottato e la mattina seguente siamo partiti alla scoperta di questa spettacolare cittadina.

Continua con il terzo giorno!

 

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