Pueblos Blancos

A est di Jerez e in direzione della provincia di Málaga, i famosi villaggi bianchi dell’Andalusia conservano ancora la planimetria originale moresca e sono spettacolari, sia visti da lontano, nella loro posizione in cima alle ripide colline, sia visti da vicino, perduti nel reticolo di stradine tortuose. 
Ma non sono dei villaggi pittoreschi, tutt’altro: erano importanti città e roccaforti moresche e cristiane, dimore di duchi e nobili che hanno lasciato un incredibile patrimonio architettonico di palazzi e chiese.
Arcos de la Frontera è il più visitato ed ha una serie di alloggi caratteristici.

Arcos de la Frontera

Arcos, uno dei villaggi bianchi più belli ed il più occidentale di quelli che si trovano verso la provincia di Málaga, ha una suggestiva posizione in cima alla collina, con molti edifici pericolosamente affacciati sul ciglio dei dirupi.
Arcos ha una lunga storia: fondata dai Romani come Arco Briga, si sviluppò con i Mori e divenne la sede di un piccolo regno di taifa. Resistette alla riconquista fino al 1264, anche grazie alla sua posizione. 

Mentre la città nuova si espande in modo poco piacevole dalla strada principale, la città vecchia è un reticolo di stradine perfettamente conservate , con un tocco nordafricano negli edifici bianchi e le facciate di arenaria dei palazzi e delle chiese.
Dalla città nuova la strada principale, Calle Corredera, sale lungo il crinale della collina , fino al cuore del casco antiguo, Plaza del Cabildo, dove si trova un mirador con una vista meravigliosa.

Di fronte ad esso è la Basilica de Santa María, di cui si attraversano i contrafforti salendo la strada.

Sul lato occidentale di Plaza del Cabildo domina il castello, un tempo fortezza moresca, che deve il suo attuale aspetto al XV secolo. Oggi purtroppo è una casa privata e non è aperto al pubblico.

Da qui, passeggiando verso est, ci si imbatte in parecchi palazzi dalle facciate delicatamente intarsiate e un’altra chiesa interessante, San Pedro, con il suo bel campanile barocco e il retablo dipinto.
Seguendo il viottolo che gira alle spalle di San Pedro, si raggiunge un altro mirador con una vista a 270° sulla fertile vega sotto la città e sul lago artificiale che dà alla popolazione un po’ di sollievo durante la calura estiva.


Medina Sidonia

L’antico villaggio bianco era un insediamento fenicio; i Romani fortificarono la cima della collina e chiamarono la colonia Asido Caesarina. In seguito divenne un’importante città visigotica e moresca e venne poi riconquistata sotto Guzmán El Bueno, eroe della difesa di Tarifa.

Medina Sidonia è meno turistica degli altri villaggi bianchi e si trova a circa 35 km da Jerez.
La città ha conservato molti resti delle varie civiltà. In cima alla collina domina la chiesa di Santa Maria la Mayor la Coronada che conserva il cortile della moschea originaria ed il minareto.
Su Plaza Espana, la piazza principale lunga ed elegante, ci sono molti caffè con terrazze e l’Ayuntamiento.
Altre cose da vedere durante una visita alla cittadina sono l’Arco de la Pastora, la porta a ferro di cavallo del X secolo, ora restaurata e le cloache romane. Il castello è molto malandato.

Parque Natural Sierra de Grazalema

A est di Arcos ci sono altri Pueblos Blancos, alcuni si trovano in una delle migliori zone andaluse per le passeggiate: il Parque Natural Sierra de Grazalema.
I gradevoli villaggi di El Bosque e Grazalema sono le basi migliori per le escursioni. Ci sono molti luoghi da esplorare: a nord, l’incantevole villaggio di Zahara de la Sierra e, oltre, le suggestive cittadine di Olvera e Setenil de las Bodegas; dall’altro Ubrique e più a sud, verso la costa, i castelli di Jimena e Castellar.

Il Parque Natural Sierra de Grazalema copre un’area di 500 km2 ed è stato dichiarato riserva della biosfera dell’UNESCO. E’ un importante rifugio per gli uccelli e gode di una lussureggiante vegetazione. Il terreno è molto vario, con formazioni carsiche che fanno strada a vallate di pioppi e fitti boschetti di sughero e querce sempreverdi e si alternato a ulivi e mandorli e a campi di grano e orzo.

Si può accedere a quasi tutto il parco, ma per alcune zone è necessario un permesso, come nell’area a nord-ovest di Grazalema, che si estende verso Zahara de la Sierra. I permessi possono essere richiesti al centro visitatori di El Bosque o l’ufficio turistico di Grazalema o di Zahara de la Sierra.

El Bosque, definito semplicemente “il bosco”, come il villaggio di una favola, è circondato da alberi, soprattutto pini. E’ l’ingresso al Parque Natural Sierra de Grazalema ed è un’importante sosta per chi vuole fare delle escursioni, perché permette di esplorare quasi tutto il parco.
El Bosque è un famoso villaggio di pesca alla trota e, anche se non vi piace pescare, potete godere dell’operato degli altri nei ristoranti locali. El Bosque è anche un centro per deltaplanisti con un famoso luogo di lancio sulle colline in cima al paese.

Grazalema

Grazalema è uno dei Pueblos Blancos più belli ed è la base principale per le passeggiate nel parco, offrendo alloggi e ristoranti per le tasche di ogni escursionista.

Fondata dai Romani e sviluppata dai Mori, la città fu riconquistata molto tardi, solo nel 1485. 
In città ci sono quattro chiese: la Iglesia Parroquial è la più suggestiva, un’opera barocca del XVII secolo. 

Zahara de la Sierra

Zahara è un bellissimo villaggio bianco raggomitolato sotto la rupe che regge il castello moresco più volte modificato. E’ un vero spettacolo anche rispetto agli altri Pueblos Blancos
Ai suoi piedi è un grande bacino idrico, mentre in città la Iglesia de Santa María è una curiosa fusione di barocco e neogotico, con un impressionante retablo dorato al suo interno.

Olvera

Quando si scorge Olvera, nell’angolo nord orientale della provincia di Cadice e in cima alla campagna circostante, è un vero spettacolo. La chiesa domina sulla città e, ancora più in alto , il castello moresco è inverosimilmente arroccato su un piccolo dirupo.
Olvera è una città di uliveti e offre panorami magnifici sulle colline circostanti , ricoperte di alberi.
Fu riconquistata da Alfonso XI nel 1327 e rimase in prima linea fino al 1482, quando quasi tutte le città della sierra rimaste nelle mani dei Nasridi cominciarono a cadere.

Setenil de las Bodegas

Il nome Setenil deriva dai 7 assedi che furono necessari per sottrarre la cittadina al dominio dei Morì.
Sicuramente uno dei paesi più intriganti  dell’Andalusia, si trova sul sinuoso Río Trejo ai margini della provincia di Cadice, vicino a Ronda.
Il fiume ha scavato un burrone e molte case di Setenil sono scavate nelle grotte. Su molte di esse incombe minacciosamente la roccia, che in alcuni luoghi è talmente sporgente da coprire entrambi i lati della strada, offrendo uno spettacolo davvero unico.

C’è una chiesa tardo gotica del XV secolo e le rovine di un castello moresco, ma le case sono la vera particolarità di questo luogo.

Scendendo lungo la costa in direzione Algeciras, si incontrano i villaggi bianchi di Ubrique, Jimena e Castellar, che pur essendo meno noti, meritano di essere menzionati.

Ubrique

Vivace cittadina a sud di El Bosque, ha una bella posizione in una valle alle pendici di scoscesi dirupi calcarei.
La città nuova è più movimentata, ma la città vecchia è suggestiva per una passeggiata.
La città era un tempo un insediamento romano e si possono vedere alcuni resti ai margini della città.

Jimena

A sud di Ubrique e dominata dalle rovine del castello moresco, Jimena è stata un’importante città romana (Oba).
Il castello si erge in cima alla collina e si affaccia sul paese da un lato e su una foresta di sughere dall’altro. Non c’è molto da vedere se non il torrione a forma di vaso e l’incredibile ingresso a tre arcate, ma vale la pena salire per ammirare il panorama, che arriva fino alla rocca di Gibilterra.

Jimena si trova sul lato orientale di uno dei parchi naturali più grandi dell’Andalusia, il Parque Natural Los Alcornocales, una regione boscosa con colline e sugheri. Numerose caverne calcaree ospitano un’importante popolazione di pipistrelli: si pensa che diciotto delle ventisei specie presenti nella penisola iberica vivano qui. Si trovano anche daini, cinghiali, lontre e grifoni.
Il centro visitatori del parco offre numerose passeggiate nella zona.

Castellar de la Frontera

L’antica Castellar è un borgo cinto dalle mura del castello che si trova in una posizione decisamente dominante. E’ molto suggestivo, con le sue strade acciottolate e le casette bianche con i fiori ai davanzali. Dagli spalti merlati del castello si ha una meravigliosa vista di Gibilterra e del Marocco.

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